Un album di dodici canzoni con cui si riappropria della sua identità di cantautore doc.
I brani che articolano la scaletta,  fanno di questo lavoro un contenitore di suggestioni sonore e letterarie, in cui descrizioni intime ed esistenziali si alternano a passaggi di respiro più largo ed universale.

La cura riservata alla composizione delle musiche e alla stesura dei testi si sposa con sorprendente naturalezza con sonorità acustiche e colori cari al jazz, uniti ad una raffinata dimensione orchestrale che rende ciascuna canzone una piccola opera. Non a caso la musica di Roberto Giglio si realizza al meglio nell’interpretazione di grandi musicisti, che ne valorizzano i numerosi spunti armonici e melodici – un gusto piuttosto raro nelle produzioni discografiche contemporanee – e ciascuno contribuisce ad arricchire il brano con la propria personale creatività.

Alla formazione, composta da Stefano Mastruzzi, chitarrista, arrangiatore e produttore dell’intero progetto artistico, Cristiano Micalizzi alla batteria, Stefano Lestini al pianoforte e Dario Rosciglione al contrabbasso, si affianca la collaborazione preziosa di un nutrito numero di musicisti, che trova sempre una giustificazione artistica e una collocazione naturale nei brani.

Si parte dallo storico Space Jazz Trio, formato da Enrico Pieranunzi al pianoforte, Enzo Pietropaoli al contrabbasso e Fabrizio Sferra alla batteria. Lo Space Jazz Trio ha costituito negli anni’70 e ’80 il trio di riferimento del Jazz italiano, esportato in tutto il mondo. Si tratta, pertanto di una ‘reunion’ davvero eccezionale che lascia un segno indelebile in tre brani, Prima che sia mattina, Credimi e Guarda il mare.
Il brano Babit, in una delle due versioni presenti nell’album, si avvale dell’arrangiamento di Franco Micalizzi, compositore e arrangiatore storico del genere “poliziesco” degli anni Settanta.

I colori percussivi del disco vengono affidati all’arte e alla magia di Giovanni Imparato e non sarebbe possibile non citare l’intervento di Saturnino, bassista e alter ego di Jovanotti, nei brani A volte zero e Azzurra.